Parassiti e malattie - Coltivare l'orto

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Parassiti e malattie

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Parassiti e malattie



La Cetonia aurata è un coleottero che può raggiungere poco meno di due centimetri di lunghezza. Ama frequentare i fiori di moltissime piante per nutrirsi del polline. Da giugno ad agosto si possono trovare nei terreni grassi degli orti le loro larve, preoccupanti per la grandezza ma innoque

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Passeggiando nei prati nei mesi estivi potreste notare degli strani batuffoli bavosi attorno ad alcuni steli erbacei. Denotano la presenza di un curioso insetto, il Philaenus spumarius che, come giàlascia intuire il nome scientifico, si protegge all'interno di una schiuma bianca. Per questo viene comunemente detto Sputacchino.



Il miride (Lygus rugulipennis) è presente nella maggior parte delle regioni italiane. Di solito vive sulle erbe infestanti spontanee poste ai bordi degli orti o tra i filari dei frutteti, ma spesso danneggia anche le piante coltivate. Tra quelle da orto preferisce lattughe, fagiolini, melanzane e altre.




Poche cose mettono ansia in chi coltiva l'orto, come la comparsa di una strana macchia sulle foglie o sui frutti. Sappiamo per esperienza che in brevisismo tempo quella sola macchia può contagiare tutta l'aiuola compromettendo non soloil raccolto, ma tutto il lavoro fatto. Ecco una ppiccola rassegna delle macchie possibili.





Il grillotalpa è un insetto di dimensioni ragguardevoli, che può rivelarsi molto dannoso per l'orto essndo in grado di provocare erosioni o strappi alle radici, ai bulbi e ai tuberi, in definitiva a tutti gli organi sotterranei delle piante, sia in conseguenza di attacchi diretti sia per l'abitudine di scavare gallerie nel terreno





Chiunque si sia cimentato nella coltivazione dell’orto, ma anche del giardino, avrà farro esperienza di un insetto fastidiosissimo e dannoso, la cimice. Quella che infesta le piante si chiama Palomena vividissima, per il caratteristico colore verde vivo dalla funzione mimetica. Si nutre della linfa delle piante pungendole, e aspirando la linfa. Con questa operazione, oltre a danneggiare la pianta con le punture e la sottrazione del liquido vitale, la cimice si fa anche vettore di virus e infezioni fungine.





Le piante più soggette alle infezioni di peronospora sono la vite, il pomodoro, la patata e la rosa. Ecco alcune indicazioni sulle procedure consigliate per il contrasto del fungo. Secondo la regola dei tre dieci, le infezioni hanno inizio quando si verificano tre condizioni: temperatura minima almeno 10 °C, piogge di 1° mm concentrate in uno o due giorni, germogli delle piante lunghi circa 10 cm.



Esistono diverse varietà di vespe scavatrici, ma le più comuni sono due, la Vespula germanica e la Vespula vulgaris. Questa seconda è più piccola, con un corpo che può raggiungere 1 2 cm di lunghezza. Si tratta di due specie pericolose perché, se disturbate, diventano aggressive. Contrariamente alle comuni api, con cui non vanno confuse, le vespe hanno mandibole molto efficaci, capaci di strappare anche pezzi di carne, come potranno testimoniare tutti gli amanti del barbecue.




Gli insetti terricoli sono difficili da scoprire, e spesso non sappiamo neppure che il nostro terreno ne è infestato. Ce ne accorgiamo quando riusciamo ad osservare i danni, cioè le foglie rose  e mangiucchiate da quelli che escono di notte per cibarsi della parte aerea delle piante. Altri preferiscono vivere sempre sottoterra ed i loro danni sono meno visibili, fino a che non diventano irrimediabili.









Con il nome di lumache si intendono genericamente quegli animali della famiglia dei gasteropodi che attaccano gli ortaggi. Possono essere con il guscio (chiocciole) o senza guscio (limacce). In ogni caso sono estremamente nocive per tutti gli orti. La lotta condotta con esche lumachicide inquina il terreno ed è pericolosa per gli animali domestici. Esistono molti rimedi biologici per combattere questi sgradevoli parassiti.




La Plusia del pomodoro (Chrisodeixis chalcites) è una farfalla notturna che predilige le piante di pomodoro, ma non disdegna le patate ed i fagioli, e spesso attacca anche i gerani.
Le farfalle notturne sono dette anche falene, o nottue. La Plusia adulta ha le ali marrone-rossastre con due macchie dorate per ciascuna ala, con una apertura alare di 3-4 cm.








La peronospora è una malattia insidiosa. Una pianta, una volta aggredita, non può più essere curata se non ricorrendo a prodotti sistemici, cioè composti chimici che entrano nei tessuti della pianta e si trasferisco poi nell’organismo di chi la consuma. La coltivazione biologica prevede che non si usino prodotti sistemici. E dunque importante riconoscere la malattia al suo primissimo insorgere, per evitare che l’infezione si estenda a tutta la coltivazione





Le cocciniglie sono insetti che si cibano della linfa delle piante. Presentano una grande diversità tra maschi e femmine: queste si fissano alle ramificazioni delle piante ricoprendosi di una corazza cerosa che rende spesso inefficace i trattamenti antiparassitari.
I danni provocati dalle cocciniglie sono rilevanti, e consistono in un deperimento generale della pianta attaccata, nell’inoculazione di saliva tossica attraverso le loro punture e di un deprezzamento commerciale dei frutti.





La mosca bianca è il parassita più diffuso nelle serre, per quanto non disdegni neppure le verdure coltivate all’aperto. Vive allo stadio adulto sulla pagina inferiore delle foglie e ne succhia la linfa: è molto piccolo (1-1,5 mm) ma la sua potenza distruttiva è data dal numero.



Il miglior metodo per combattere la peronospora è conoscerla. In effetti, si tratta di una malattia insidiosa che può essere solo prevenuta, e non curata. Esistono prodotti chimici in grado di esercitare una blanda azione curativa dell’infezione in atto, ma si tratta di prodotti “sistemici” che mettono in circolazione nella pianta sostanze chimiche che vengono poi assorbite da chi consuma i frutti.



La peronospora è la malattia fungina più frequente tra le piante dell’orto, del giardino e del frutteto. Per alcune come il pomodoro, la patata, la vite e la rosa è assolutamente la malattia principale e la più pericolosa. Dopo molti tentativi di contrasto, nel 1885 venne messa a punto la poltiglia bordolese, cioè solfato di rame addizionato con calce spenta. Però anche questo rimedio, usato universalmente, ha solo effetto preventivo: occorre assolutamente evitare che la malattia aggredisca le piante


Lo stolbur è una malattia trasmessa da diversi tipi di cicadellidi e si manifesta con l'apparizione di foglie piccole e distorte, con una colorazione violacea anomala, e colpisce preferibilmente le piante al margine dell'aiuola. I frutti, quando ci sono, sono piccoli e malformati.


La ruggine si presenta con tipiche macchie concentriche a forma di pustole, sotto le foglie. Inizialmente sono gialle, poi diventano arancioni e rossastre. A maturità lasciano fuoriuscire una polvere bruna, cioè le spore del fungo che il vento dissemina nell’ambiente. Non è una malattia pericolosissima ma in caso di attacchi forti provoca la morte della pianta






Nella annate particolarmente umide le foglie delle fave possono presentare delle macchie rotonde con fondo bruno-rossiccio, biancastre al centro, orlate di una zona più scura, con qualche altra zona concentrica interposta: l’aspetto assolutamente caratteristico della macchia giustifica il nome volgare di Occhio di pavone dato a questa alterazione.



Il ragnetto rosso appartiene alla famiglia degli acari. I sintomi più evidenti della loro presenza  sono l’ingiallimento e l’avvizzimento delle foglie. Osservando la pagina inferiore delle foglie si possono osservare le loro “ragnatele”, ossia delle masse fioccose che servono per lo più alla protezione delle uova. I ragnetti sono minuscoli ma non è difficile notarli per via del loro colore rosso


Esistono piante dette acidofile, cioè amanti del terreno acido.
L'acidità è una caratteristica del terreno che si misura con un valore, detto pH, che può variare in più o in meno rispetto ad un valore medio pari a 6,5-7. I terreni con questo valore di pH si dicono neutri. Quelli con valore più basso si dicono acidi, quelli con valori suoeruiori si dicono alcalini o basici.



Tra i rimedi biologici più efficaci per la lotta ai parassiti dell’orto, si afferma un preparato composto da tre essenze spesso usate singolarmente. L’unione di aglio, cipolla e peperoncino, in una ricetta che proviene dagli USA e prende il nome di Horganic Hot Spray, sembra dare risultati brillanti contro la maggior parte dei parassiti.



 
Il pomodoro può essere aggredito da molte malattie, e spesso non riusciamo a capire di quale si tratti, perché molte hanno sintomi simili. Il Virus del cetriolo, invece, può colpire il pomodoro con degli effetti molto caratteristici sui frutti. che consentono di riconoscerlo immediatamente. Anche altre piante vengono colpite da questo virus, come per esempio gli zucchini. In questo post, alcuni consigli per evitare le aggressioni del virus.

 
 
Accade frequentemente che osservando le nostre piantine di basilico o di salvia notiamo delle foglie mangiucchiate che deturpano la loro naturale bellezza. Certamente non si può ornare un piatto con delle foglie bucherellate o dai margini erosi, e un senso naturale di repulsa ci impedisce anche di usarle in cucina, seppure lavate. Chi può essere il responsabile di questo inconveniente? Come possiamo evitare che si ripeta?


Tra i problemi più frequenti della coltivazione dei pomodori, quello del marciume apicale è certamente un o dei meno comprensibili. In effetti ancora oggi “si pensa” ad alcune cause, ma non è affatto detto che siano proprio quelle. Si da per certo che le cause non siano parassitarie né crittogamiche (batteri, funghi o virus). Ma allora, da che dipende?


Non è facile liberarsi dei topolini che possono invadere le case. Non è sempre detto che un gatto aiuti, perché occorre trovare il gatto giusto. Spesso questi animali sono troppo sedentari e abituati ad avere la greppia piena di ottimo cibo, per cui disdegnano l’attività della caccia.


La spaccatura stellare consiste in una serie di spaccature che si dipartono dall’inserzione del peduncolo, e dallo sviluppo di successivi marciumi. E’ facilmente riconoscibile per la forma caratteristica con cui si pronuncia, e spesso lascia interdetti e incerti sulle misure di prevenzione da attuare
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