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Attrezzi e materiali indispensabili in ogni orto

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Attrezzi e materiali indispensabili in ogni orto

Nei mesi   invernali gli impegni per l'orto sono meno incombenti    dei mesi caldi, e rimane molto tempo da dedicare più   alla progettazione che al lavoro diretto. Per esempio,   l'inverno è il periodo in cui si sfogliano i cataloghi e   ci si approvvigiona delle novità di sementi che più ci   colpiscono. Così pure gennaio e febbraio possono essere   dedicati alla manutenzione degli attrezzi e alla   sostituzione o riparazione dei vari utensili o materiali   di consumo. Approfittiamo di questo periodo per fare una   breve rassegna di tutti i principali attrezzi e   materiali che non dovrebbero mancare in nessun orto.
Concimi e fertilizzanti
Servono a mantenere inalterata la fertilità del terreno. Infatti, le coltivazioni sottraggono elevate quantità di azoto, fosforo, potassio e microelelementi al terreno, e questi devono essere rimpiazzati.
Esistono concimi minerali (o chimici) che possono essere acquistati presso i rivenditori specializzati e i consorzi agrari, e vanno conservati ben chiusi nelle loro confezioni per impedire che l'umidità dell''ambiente comprometta la loro efficacia.
I concimi organici (generalmente deiezioni di animali da stalla o da cortile) non vanno usati freschi ma vanno fatti maturare tenendoli ammucchiati per alcuni mesi. In questo periodo teneteli anche coperti con del telo plastico o con uno strato di terra per evitare che le piogge ne dilavino le sostanze nutritive.


I concimi minerali per l'orto, generalmente reperibili in formato granulare, vanno conservati nei propri sacchetti ben chiusi, in un luogo asciutto.
Il terriccio e il compost
I terricci sono utilli per essere inglobati nel terreno durante le lavorazioni profonde, e arricchiscono il suolo di humus e materia organica. Allo stesso modo anche il compost autoprodotto svolge una funzione estremamente benefica: rende più malleabili i terreni argillosi, consentendo un maggiore arieggiamento, e consente ai terreni sabbiosi di trattenere meglio l'umidità.
Come il letame, anche il compost corregge il ph del terreno rendendo neutri i terreni acidi o alcalini.
I terricci, invece, sono per lo più leggermente acidificanti.


Il terriccio e il compost vanno conservati in cumuli compatti curando la conservazione dell'umidità. Copriteli con un telo plastico per evitare i dilavamenti della pioggia e verificate che il materiale non si dissecchi ma resti sempre umido.
Materiali di copertura e protezione delle colture
I materiali di copertura sono teli plastici in grado di lasciar passare la luce ma non il freddo. I teli agricoli da adottare devono avere uno spessore minimo di 0,15 mm, meglio se 0,20 o superiore se si prevede che la copertura dovrà resistere e durare più a lungo. I teli di maggiore consistenza possono essere recuperati alla fine della coltivazione, distesi, lavati, fatti asciugare e riposti ben piegati in magazzino. Per una migliore conservazione è preferibile arrotolarli evitando le piegature pronunciate. Un telo usato con queste attenzioni può durare tre o quattro anni, dopodiché conviene sostituirlo perché perde trasparenza e resiste meno al vento e alle trazioni accidentali.
Archetti metallici
In questo periodo rinnovate la scorta di archetti metallici eliminando quelli arrugginiti che, nelle stagioni successive, potrebbero danneggiare il telo sostenuto.  Gli archetti possono essere ricavati da tondini edilizi lisci del diametro minimo di 5-8 mm, o da altro materiale purché robusto e flessibile.
Con una piccola dotazione di telo e archetti si possono improvvisare in un paio d'ore dei tunnel in grado di reggere il tempo necessario alla protezione dell'insalata o di altre piantine, in caso di geli improvvisi


Una scorta di telo PVC può risultare utile per allestire dei tunnel di protezione per le primizie
Il tessuto non tessuto
Il tessuto non tessuto è relativamente economico e ha il vantaggio di lasciar passare luce e aria, ma non freddo, pioggia o insetti. Se ci si aspetta una nottata particolarmente fredda basta stenderlo sulle aiuole da proteggere bloccandolo ai margini con qualche palata di terra, e ciò consente spessissimo di salvare delle coltivazioni facendo forza sulla capacità di resistenza naturale delle piante. Ovviamente, va bene per uno o due giorni, poi occorrono misure più consistenti.


Il tessuto non tessuto può essere utilizzato per improvvisare in pochi minuti delle protezioni in caso si una nottata che si preannuncia troppo fredda. In molti casi viene usato anche come protezione contro le aggressioni degli insetti.
Materiali per la pacciamatura
La pacciamatura è una operazione consistente nel coprire la base delle piante con del materiale vario. Lo scopo della pacciamatura è molteplice.
D'inverno, protegge la base delle piante dalle gelate. Contribuisce a mantenere il terreno più caldo, a vantaggio della crescita. La pacciamatura con telo nero raccoglie il calore del sole e lo trasmette al terreno.
D'estate la pacciamatura impedisce la crescita delle erbe infestanti, e mantiene umido il terreno sottostante riducendo la necessità di irrigazione.
Oltre ciò la pacciamatura ha molti altri vantaggi: per esempio, si interpone fra le foglie ed i frutti ed il terreno, evitando muffe e malattie varie.
Il materiale per la pacciamatura diverso dai teli pkatici (foglie secche, paglia, cortecce, segatura ecc.) può essere conservato in sacconi fino all'uso.  Al termine dell'uso non va recuoerato ma interrato con le lavorazioni profonde. Attenzione perché segaura e cortecce possono acidificare il terreno. Non utilizzate giornali stampati su carta patinata, mentre i quotidiani possono essere usati perché non vengono più stampati con inchiostri a base di piombo.


La base degli alberi e degli arbusti rampicanti può essere protetta con materiale di vario tipo, compresa la carta di giornale, il cartone sminuzzato, la paglia. E' importante proteggere il punto in cui il fusto penetra nel terreno: infatti, in caso di gelate proprio in quel punto il freddo gela la corteccia interrompendo i flissi vitali della pianta.



Qualunque materiale accumulato attorno alla parte bassa delle piante svolge una funzione utile di pacciamatura


Il materiale più usato,anche per la facilità di reperimento, rimane il, telo nero agricolo da pacciamatura. Questo telo è molto economico ma va rinnovato ogni anno e va smaltito evitando di bruciarlo. In proposito, esistono anche teli biodegradabili, più costosi.

Materiali per l'irrigazione
Una manichetta di irrigazione, da collegare ad un rubinetto, è la soluzione migliore e quella più praticata nei piccoli orti. Scegliete sempredei tipi rinforzati, perché quelle semplici in plastica si danneggiano molto facilmente sia con il freddo invernale che con il caldo estivo. La manichetta dovrebbe essere lunga in abbondanza per raggiungere ogni punto dell'orto procedendo sempre lungo i sentieri, senza farla mai scavalcare le aiuole perché una minima distrazione può danneggiare seriamente interi gruppi di piante.
Preferibilmente piantate dei paletti negli angoli delle aiuole, dove la manichetta possa scorrere quando viene tirata
Preferite sempre l'innaffiamento a scorrimento, mai a pioggia perché le foglie bagnate si ammalano facilmente.


I tubi di gomma non vanno lasciati sul terreno gelato. Una volta terminate le necessità di irrigazione, nel tardo autunno, ripiegate i tubi a conservateli all'asciutto. Evitate la formazione di piegature ad angolo, che indeboliscono le pareti del tubo fino a creare fori e strappi. Passate la parte esterna del tubo con uno straccio imbevuto d'olio: ciò servirà ad ammorbidire la gomma evitando grinze da invecchiamento.,


Se avete predisposto una irrigazione basata su canne plastiche, conservate sempre una dotazione di raccordi. Nei mesi più freddi è consigliabile smontarli, lavarli e ungerli d'olio per una buona conservazione fino al periodo caldo successivo

Sostegni e tutori
Ogno orto che non preveda ala coltivazione della sola insalata avrà assolutamente bisogno di tutori, cioè paketti di sostegno. Tenete presente che le piante, anche quando sembrano robuste sul loro fusto, possono essere facilmente abbattute da una raffica di vento. Inoltre ci sono ortaggi non assolutamente in grado di sorreggersi da soli, come pomodori, fagioli, piselli e cetrioli.
Se nelle coltivazioni industriali si lasciano correre i pomodori sul terreno senza sostegni, questo però comporta la perdita fino a un 30% del raccolto per marcescenza da contatto con il terreno. Nei piccoli orti gli ortaggi vanno assolutamente sostenuti, anche per guadagnare spazio.
Qualsiasi bastone, tubo, ferro, paletto può essere usato come sostegno. Tradizionalmente si usavano le canne di palude, sostituite da qualche decennio dalle canne di bambù, molto più durature.
Esistono moltissimi materiali edili di recupero che possono essere adattati a questo uso. Tuttavia, le canne, per le dimensioni ridotte e la maneggiabilità,restano il materiale da tutoraggio preferito. Approfittate dei mesi invernali per rinforzare la scorta di tutori


Le canne di bambù sono ottime per essere utilizzate nel tutoraggio. Possono durare molti anni. Al di fuori dei periodi di utilizzo vanno conservate all'asdiutto, legate in mazzi e in piedi


Anche le canne di palude possono essere utilizzate, ma durano molto meno del bambù. Raccogliete le canne nel tardo autunno, in luna calante quando sono maggiormente lignificate. Conservatele sempre all'sdciutto e in piedi.

Legature
Il tutoraggio prevede la necessità di legature: le piante devono essere collegate ai tutori abbastanza saldamente da non cadere, ma non così strettamente da strozzare la crescita. Il materiale di legatura deve essere in grado di sostenere la pianta senza ferire la corteccia, quindi vanno esclusi fili di ferro o spago fino. Il materiale tradizionalmente usato negli orti (oltre a intrecci vari i essenze erbacee) è la rafia, una fibra vegetale molto resistente e duttile.
Naturalmente qualunque materiale in forma di fettuccia può essere utilizzato, compresi anche i cordini di plastica con almeno 2 m  di diametro o gli elastici. Usate preferibilmente materiale biodegradabile o riutilizzabile: non immaginate quanto sia fastidioso eliminare dal terreno, a fine coltivazioni, i legacci non biodegradabili.


La rafia è il materiale più economico utilizzabile per le legature. E' resistentissima e biodegradabile


Anche i legacci in fil di ferro plastificato sono ormai di uso comune. Per chi ha pazienza, sono anche recuperabili per utilizzi successivi.

Le reti plastiche
Le reti hanno la funzione di sostenere le coltivazioni per cui sarebbe improponibile voler installare un tutore singolo per ogni getto, sia per il grande numero di getti, sia per le infinite diramazioni.
Troverete in commercio reti plastiche alte da 150 a 200 cm, generalmente a quadrotti di 10-20 cm di lato, veramente economiche anche se un pò difficoltose da stendere.
Prima di stendere la rete predisponete dei tralicci molto resistenti, perché a piena crescita il peso da sostenere sarà grande e il filare costituirà un muro contro cui potranno esercitarsi le peggiori raffiche di vento.
Tra le reti troviamo anche quelle antigrandine e quelle, di uso piàù comune, contro gli uccelli, che potrete stendere sulle fragole o su altre verdure con frutti colorati che attraggono i volatili.


La rete per fagiolini o piselli può essere abbastanza leggera, ma i paletti di sostegno devono essere robuti per resistere alla pressione del vento.



Oltre alle reti plastiche possono essere utilizzate reti o griglie metalliche, spesso reperibili in grandi pannelli rigidi


Gli archetti metallici possono sostenere con facilità sia reti antigrandine che reti anti-uccelli.

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